Lo stile sostenibile visto da Angela di Con Cosa Lo Metto Angela Inferrera
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Lo stile sostenibile visto da Angela di Con Cosa Lo Metto

Angela, meglio conosciuta su Instagram come @con.cosa.lo.metto ci parla di stile sostenibile in occasione della Fashion Revolution Week 2020

1) Quando e perché ti è nata la passione per la moda sostenibile?

È nata proprio da un giorno all’altro.

Ho guardato il docufilm “The true cost” e mi si è gelato il sangue. Scoprire quello che sta dietro per davvero all’industria della moda (in cui io sono nata e cresciuta) mi ha sconvolto.

Prendere una decisione è stato immediato: non avrei mai più contribuito a far crescere questo sistema malato e avrei fatto tutto quello che potevo per cambiare le cose, pur nel mio piccolo. 

2) In Italia secondo te è facile acquistare moda sostenibile?

In Italia finalmente un po’ di cose stanno cambiando: molto lentamente la gente si sta informando, sta imparando a scegliere e a preferire la qualità... anche se il cammino è ancora lungo.

Per quanto riguarda i miei brand preferiti, ce ne sono diversi, tutti piccolini: amo le realtà sartoriali come Me Organic Couture (nelle foto ho addosso i loro capi), o la Sartoria dei Confetti, Eticlò o Progetto Quid.

Sul mio sito c’è una pagina apposta in cui ho raccolto una lista di brand sostenibili più o meno grandi, dividendoli per categorie: ce ne sono per tutti i gusti e le età.

Quanto a siti di riferimento, laltramoda.net è molto valido, o anche Lablaco, così come Corahappywear, Saymooom e Cottonpoppies per i bambini. 


3) Qual è la tua personale definizione di “abito sostenibile”?

Penso che l’abito più sostenibile sia quello che non si acquista: se impariamo a sfruttare al meglio quello che già abbiamo nel nostro armadio e a comprare solo quello che ci serve investendo nella qualità e non nella quantità facciamo un passo avanti enorme verso un consumo più sostenibile della moda.

Il mio lavoro di consulenza d’immagine è imperniato proprio su questo concetto.

4) Abbiamo visto che hai una passione per gli outfit degli Oscar – seguitissimi sul tuo profilo. Hai mai visto un outfit per gli oscar sostenibile?

Anche alcune star sono sensibili a questo cambiamento nel mondo della moda. Emma Watson, Shailene Woodley o Livia Giuggioli ad esempio cercano spesso di scegliere brand etici e sostenibili per i loro red carpet, proprio perché sono molto impegnate sul fronte della moda sostenibile.

Ci sono aziende del lusso, come il gruppo Kering ad esempio, o la nota Stella McCartney, che realizzano le loro collezioni con i relativi abiti da red carpet in modo interamente etico e sostenibile.

5) Cosa ne pensi della nostra ultima guida Style + Sustainability #IoRestoACasa edition? Quali altri brand sostenibili consiglieresti?

Penso che sia stata davvero una bellissima idea! In questo momento abbiamo tutti bisogno di un po’ di leggerezza che ci aiuti ad affrontare le nostre giornate in casa con lo spirito giusto.

Per quanto riguarda brand homewear utili in questo periodo, il primo che mi viene in mente è CasaGIN: la loro biancheria intima e abbigliamento da casa sono comodi, confortevoli e ben rifiniti.

In generale comunque, per sentirsi bene anche in casa, consiglio di dedicare a noi stessi un po’ di attenzione: vestiamoci abbinando i colori e con abiti puliti e stirati, anche se dobbiamo stare in tuta o in leggings. Vederci bene ci farà stare meglio! 

6) Iniziando a sognare l’estate… Esiste la sostenibilità anche per i costumi da bagno?

Ho scritto un post dedicato proprio ai brand sostenibili di costumi da bagno e ce ne sono diversi, made in Italy e a volte realizzati anche con filati rigenerati, come l’Econyl, una fibra di Nylon rigenerato che si realizza recuperando le reti da pesca a fine vita.

L’ho testato personalmente con i costumi di CasaGIN e devo dire che è un materiale eccezionale: si asciuga in un attimo ed è morbidissimo: bye bye Lycra!

7) Siamo nella settimana della Fashion Revolution. Qual è il tuo personale impegno per portare avanti una “fashion revolution” tutto l’anno?

Acquistare il meno possibile e solo quello che mi serve.

Prima di comprare un nuovo capo mi chiedo: mi serve davvero? È solo un desiderio del momento o indosserò questo pezzo anche tra tre anni?

Facendo questo semplice ragionamento, riduco moltissimo il volume degli acquisti.

In più, cerco di comprare vintage o second hand, che non è affatto una cosa “disdicevole” come si può pensare, anzi: i capi second hand molto spesso vengono ceduti pressoché nuovi.

Pensiamo ad esempio all’abbigliamento per bambini: i capi vengono usati pochissimo! 

Acquistandoli di seconda mano diamo loro una seconda vita, risparmiamo e possiamo investire su pochi pezzi di qualità destinati a durare di più, come i capi spalla invernali, ad esempio.

Grazie Angela! Seguite i suoi consigli su Instagram